Geografia e politica

La Bielorussia, oggi repubblica indipendente dell’Europa orientale, confina a nord-ovest con la Lituania e la Lettonia, a est con la Russia, a sud con l’Ucraina e ad ovest con la Polonia. Già repubblica federata nell’ambito dell’Unione delle Repubbliche socialiste Sovietiche (URSS), è conosciuta anche come Russia Bianca. Ha una superficie di 207.595 km2 e la capitale è Minsk.

Il territorio è in prevalenza pianeggiante, caratterizzato dalla presenza di rilievi collinari che raramente superano i 300m di altezza e, nella regione meridionale, di vaste aree paludose inabitate (paludi di Pripjat’). Le foreste, che coprono circa un terzo dell’intero territorio, sono costituite prevalentemente da pini, abeti e betulle, a nord, e da querce, olmi e faggi bianchi, a sud.

Oltre a diversi laghi, sono presenti numerosi fiumi, tra i quali la Dvina, a nord, il Neumas, ad ovest, e il Dnepr e i suoi tributari (Pripjat’, Beresina e Soz) che scorrono a est e nelle regioni centrali e meridionali.

Il clima è generalmente mite e umido, con temperature più fredde ad oriente.

Con una densità media di 46 unità per km2, lo stato ha una popolazione di 9.467.700 abitanti, tradizionalmente dedita all’agricoltura, che dopo la seconda guerra mondiale conobbe un rapido processo di urbanizzazione.

La Bielorussia è suddivisa in sei regioni, Minsk è la maggiore delle città, con circa due milioni di abitanti; altri importanti centri urbani capitali delle rispettive regioni sono: Brest, Gomel, Grodno, Moghilev e Vitebsk (città natale del grande pittore Marc Chagall).

Breve storia della Bielorussia

Nell’attuale territorio della Repubblica bielorussa, tedtimonianze della presenza umana risalgono all’età della pietra. La presenza slava risale ai secoli VI-VII d.C., ma con la vittoria dei mongoli (a Kiev nel 1240) molte città passarono sotto il controllo dei tartari. Durante il secolo XIV la Bielorussia passò sotto il controllo della Lituania, conservando la propria lingua, religione e cultura. Nel 1569 con l’unificazione tra la Polonia e la Lituania, la Bielorussia entrò a far parte di questa nuova entità statale. Alla fine del XVII secolo, la Bielorussia passò sotto il controllo della Russia zarista. Durante la Prima Guerra Mondiale, nel territorio bielorusso furono combattute molte battaglie tra Russia e Germania. Dopo la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 e il ritiro della Russia dalla guerra, il territorio della Bielorussia fu occupato dalla Germania. La sconfitta degli imperi centrali nella prima guerra mondiale permise alla Russia rivoluzionaria di recuperare una parte dei territori bielorussi, mentre la parte occidentale del paese passò sotto il controllo della Polonia.

Nel 1922 venne fondata la Repubblica Socialista Sovietica di Bielorussia con capitale Minsk che entrò a far parte dell’URSS. Nel 1939, quando la Polonia fu invasa dalla Germania, l’URSS si riprese la zona della Bielorussia sotto controllo polacco e i territori occidentali del paese furono quindi riuniti al resto della Bielorussia. L’aggressione nazista all’Unione Sovietica trovò in prima fila il territorio bielorusso che fu occupato dai nazifascisti, Minsk fu quasi completamente distrutta dal passaggio del fronte di guerra. La Bielorussia pagò un tributo umano altissimo, durante la guerra infatti perse circa un quarto della sua popolazione. In Bielorussia si sviluppò una forte guerriglia partigiana contro l’occupazione nazista che portò a numerosi episodi di stoico eroismo. Nel 1944 l’Armata Rossa liberò il territorio bielorusso e da lì ad un anno la guerra si concluse con la conquista di Berlino. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e la nascita dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) la Repubblica Socialista Sovietica di Bielorussia, pur facendo parte dell’URSS, ebbe un proprio seggio autonomo all’interno dell’Assemblea delle Nazioni Unite. Il primo piano quinquennale del dopoguerra riuscì a sistemare gran parte dei danni causati dalla guerra e Minsk divenne un importate centro industriale per l’URSS.

Con lo scioglimento dell’URSS, le 15 repubbliche che la formavano divennero indipendenti. La Repubblica Socialista Sovietica di Bielorussia divenne la Repubblica di Bielorussia, conservando esattamente i confini che aveva all’interno dell’Unione Sovietica. In un primo momento la lingua ufficiale della nuova repubblica indipendente fu il bielorusso, ma con un referendum popolare approvato a grandissima maggioranza, qualche anno dopo fu introdotto il bilinguismo, e oggi le lingue statali in Bielorussia sono due con pari dignità: bielorusso e russo (la stragrande maggioranza della popolazione parla e scrive quasi esclusivamente in russo). La repubblica di Bielorussia fa parte del CSI, Comunità degli Stati Indipendenti, e ha formato con la Repubblica Federativa Russa l’Unione Russia-Bielorussia che dovrebbe portare a una moneta unica e a una forte concentrazione della politica economica. La giovane repubblica di Bielorussia vive sulla propria pelle le conseguenze del disastro di Chernobyl, avvenuto il 26 Aprile 1986, con ancora esistente l’URSS. La Bielorussia fu colpita più duramente rispetto all’Ucraina stessa, circa un quinto del paese fu seriamente contaminato e ancora oggi pesanti sono le conseguenze economiche, sanitarie e umane che derivano direttamente dalla tragedia di Chernobyl.

 

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